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Alla ex spetta una quota del TFR del marito se il diritto sorge dopo la domanda di divorzio

TFR

Il diritto della moglie ad ottenere una quota del TFR del marito sorge anche ove il TFR sia maturato prima della sentenza di divorzio, ma dopo la proposizione della relativa domanda.

È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso di una donna, la quale si era vista rigettare dalla Corte d’appello il gravame avverso la sentenza di primo grado che le aveva negato una quota del TFR del marito.

Ella ha, dunque presentato ricorso in Cassazione lamentato la violazione dell’art 12bis della legge sul divorzio, (che disciplina la spettanza di una quota di TFR) in quanto – a detta della ricorrente –al fine di determinare la spettanza o meno di tale quota sarebbe necessario fare riferimento al momento in cui tale emolumento entra definitivamente nella disponibilità del coniuge e non quello in cui sorge il relativo diritto (ossia dalla data di cessazione del rapporto lavorativo).

La Corte di Cassazione ha chiarito il contenuto e la ratio della norma richiamata, affermando che il diritto ad una quota di trattamento di fine rapporto è attribuibile al coniuge ove tale indennità “sia maturata prima della sentenza di divorzio e dopo la proposizione della relativa domanda, quando invero ancora non possono esservi soggetti titolari dell’assegno divorzile”: in particolare si è precisato che la ratio della norma, è quella di correlare il diritto alla quota di TFR all’assegno divorzile ed il primo può essere percepito solo dal coniuge beneficiario del secondo; poiché il diritto all’assegno divorzile sorge in astratto contestualmente alla domanda di divorzio e diviene esigibile con il passaggio in giudicato della sentenza che lo liquida ne deriva che a tale ultimo momento è altresì riconnessa l’attribuzione del diritto alla quota di TFR.

In forza di tali principi, la Suprema Corte ha ritenuto che correttamente la Corte d’appello avesse negato la quota di fine rapporto all’ex moglie avendo ella presentato la domanda di divorzio dopo che era cessato il rapporto di lavoro del marito e, dunque, successivamente al sorgere del diritto in capo al medesimo al TFR.

Cassazione Civile, 22.03.2018, n. 7239

Corte di Cassazione, 22-03-2018, n. 7239